Sindrome dell’intestino irritabile

La sindrome dell’intestino irritabile, definita comunemente colite, interessa circa il 10-15% della popolazione mondiale adulta, comportando un carico assistenziale-sanitario dai risvolti economici importanti. I pazienti che ne sono affetti, infatti, fanno maggiormente ricorso a visite mediche, a indagini diagnostiche e a interventi chirurgici specifici. La colite è, nello specifico, un disturbo cronico e ricorrente delle normali funzioni dell’apparato gastrointestinale. Essa coinvolge il colon e l’intestino tenue, compromettendone le funzioni motorie, la sensibilità e la secrezione di liquidi. Queste ultime sono guidate dal cervello, che può comunicare in modo improprio con l’intestino; la colite infatti, viene anche definita disturbo dell’asse cerebro-intestinale. Le conseguenze di questa condizione patologica che può essere curata presso questo gastroenterologo Palermo, sono soprattutto dolore, gonfiore addominale e alterazioni delle attività intestinali con conseguenti episodi di dissenteria e di stitichezza. I sintomi prevalenti di chi soffre di colite sono appunto stitichezza e diarrea, che possono intervallarsi nel tempo a avere diversi gradi di intensità. Un altro sintomo ricorrente è la presenza di muco bianco-giallastro nelle feci e la sensazione di non aver evacuato completamente.
La sintomatologia tipica può essere indagata dal gastroenterologo Palermo  Alabiso dott.Giuseppe che, esaminando l’addome del paziente potrebbe trovarlo teso o dolente; a ciò dovrà seguire un’esplorazione rettale per escludere la presenza di malattie tumorali, di incontinenza o spasmo del canale anale. Una diagnosi corretta può essere effettuata in primis ascoltando il paziente e la sua storia clinica, poi accertandosi che il disturbo sia di lunga durata e presenti questi aspetti:
• il dolore diminuisce con la defecazione
• la frequenza della defecazione cambia
• il dolore si associa a un aumento e a una diminuzione della frequenza delle feci
Il passaggio successivo è quello di assicurarsi che la sintomatologia presente non dipenda da altre patologie infiammatorie intestinali, quali ad esempio il morbo di Crohn, la colite ulcerosa, il cancro del colon-retto e la celiachia.

Celiachia

La celiachia è un malattia che si presenta come infiammazione dell’intestino causata da una permanente intolleranza alimentare al glutine. Quest’ultima sostanza è molto presente e diffusa all’interno di una grande varietà di alimenti, perciò è molto semplice per il celiaco ingerirla e incorrere nella seguente reazione allergica: l’appiattimento dei villi intestinali e, di conseguenza, il mancato assorbimento di molti principi nutritivi importanti. La celiachia si riscontra soprattutto nei soggetti predisposti e in quei gruppi sociali che, più di altri, assumono grandi quantità di cereali e dunque di glutine. I sintomi di questa patologia sono diversi e variano a seconda della tipologia della stessa. Inoltre, negli ultimi tempi, risultano in crescita i casi nella popolazione adulta, particolarmente nei pazienti tra i 40 e i 50 anni.

La forma classica, che può essere curata presso questo gastroenterologo Palermo, esordisce tra i 6 e i 18 mesi di vita, mentre quella atipica è tardiva e si configura con sintomi extra-intestinali, come l’anemia da carenza di ferro. Un primo passo verso la diagnosi è sicuramente il test sierologico, attraverso cui vengono somministrati al soggetto anticorpi anti-gladina (AGA), anticorpi anti-endomisio (EMA) e anticorpi anti-tranglutaminasi tissutale (tTG). Per approdare a una conferma diagnostica si procede con il test biopico tramite gastroscopia, che consiste nel prelievo di una piccola parte del tessuto dell’intestino tenue per verificare lo stato di salute dei villi. Un procedimento diagnostico precoce è determinante nel raggiungimento nel più breve tempo possibile di una soluzione, consistente in una dieta  senza glutine. Al giorno d’oggi, la terapia dietetica è agevolata dalla vasta presenta sul mercato di prodotti per celiaci, dalla pasta, al pane, agli snack di vario tipo. Attualmente non esistono cure alternative per questa patologia curata da gastroenterologo Palermo, poiché è ancora in corso la creazione di un vaccino ad hoc, che possa agire in modo risolutivo.